Navigare tra Frequenze e Benessere Evolutivo

Nei percorsi di crescita proposti dall'Università Popolare Scienze Creative Evolutive, uno dei pilastri fondamentali per è la comprensione di ciò che anima il nostro sistema biologico: l'energia vitale.
Sebbene spesso percepita come un concetto astratto, l'energia rappresenta la base scientifica e filosofica di numerose discipline bio-naturali che studiamo e pratichiamo nei nostri laboratori.

L'evoluzione psicofisica, come anche diverse discipline, si fondano sul principio del vitalismo. Questo concetto suggerisce che l'organismo non sia solo un insieme di parti meccaniche, ma sia animato da una "Forza Vitale" capace di regolare l'equilibrio psicofisico. Storicamente, questo principio è stato definito da Ippocrate come Vis medicatrix naturae, ovvero il potere curativo della natura: la capacità intrinseca del corpo di tendere verso la salute e la guarigione.
Nelle tradizioni orientali, che integriamo nel nostro approccio multidisciplinare, questa energia assume nomi diversi ma significati affini. Nella Medicina Tradizionale Cinese, essa è parte della triade fondamentale composta da Jing (Essenza), Qi (Energia) e Shen (Mente-Spirito). Comprendere come il Qi fluisca attraverso i meridiani e permette di mappare i blocchi energetici che spesso precedono il disagio fisico, offrendo uno strumento di prevenzione straordinario.
Oggi sappiamo che questa energia può essere intesa in termini di frequenze e vibrazioni. Già Henry Lindlahr, pioniere della medicina naturale, parlava di una "medicina vibrazionale" e di teorie legate alla biorisonanza, suggerendo che ogni cellula del nostro corpo emetta una specifica frequenza energetica. Quando siamo sotto stress o viviamo un trauma, queste frequenze si "accordano" su toni di dissonanza, portando a quello che l'OMS definisce un disequilibrio della sfera energetica ed emozionale.
L'Università Popolare esplora queste dinamiche attraverso l'uso consapevole dei colori, dei suoni e dell'arte. Ogni colore, infatti, possiede una propria tonalità affettiva e una specifica valenza neurofisiologica.

A mero termine esemplificativo, riporto alcuni passaggi dei colori:
* Il Blu e il Verde tendono a stabilizzare il sistema, agendo in sinergia con gli aspetti affettivi e stimolando l'emisfero destro, deputato all'integrazione delle emozioni.
* Il Rosso e il Giallo agiscono come catalizzatori di energia, muovendo le attitudini psicosensoriali e contrastando la stasi energetica.
L'uso di queste frequenze cromatiche non è solo estetico, ma agisce come una vera e propria "palestra mentale" capace di influenzare le mappe cerebrali e stimolare i neuroni specchio (di cui parleremo in un prossimo articolo), favorendo una risonanza positiva con l'ambiente circostante.
Nei nostri workshop l'obiettivo non è solo teorico. Invitiamo i soci a sperimentare come l'atto creativo stesso possa trasformare l'energia pesante del trauma o dello stress in energia evolutiva. Manipolare l'argilla, tracciare linee di colore o ascoltare specifiche frequenze musicali permette di "pulire la mente" e di sintonizzarsi con le risorse di autoequilibrio inconsapevoli.
Partecipare a questi percorsi significa imparare a leggere il proprio "stato bioenergetico", comprendendo come le abitudini quotidiane e l'ambiente influenzino il nostro campo energetico. È un invito a diventare "ministri della propria natura", educando i sensi a percepire la bellezza e l'armonia come essenziali ed indispensabili per una vita piena e consapevole.
Articolo a cura del Presidente Luciano Diaferia
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