Rassegna La parola ai soci : Il cucchiaio e il genio
Aprire le porte alla creatività

Lo spirito creativo è dentro di noi, qualsiasi cosa facciamo . Il difficile sta nel liberarlo. ( P. Kauffman)
Tutti abbiamo provato, almeno una volta nella vita, la frustrazione dell'incapacità momentanea di trovare la soluzione a un problema sul quale stiamo ragionando da tempo. Poi, all'improvviso, senza che ce ne rendiamo conto, proprio quando la nostra mente è focalizzata altrove, ecco che arriva l'illuminazione: quell'intuizione che, in un istante e con un'ovvietà disarmante, ci sistema tutto.
Che cosa è accaduto? "Nella descrizione di un attimo, le convinzioni cambiano." Recita una famosa canzone dei Tiromancino. Potremmo dire, in maniera più puntuale, che tutto l'insieme di pensieri, vedute e approfondite analisi che riguardavano quel dato argomento assume una forma e una consistenza diverse, leggere come una nuvola bianca che ci appare all'improvviso, naturale e vigorosa nella sua amena leggerezza.
Eppure, una possibilità così palesemente ovvia non l'avevamo neanche lontanamente considerata.
Per arrivare a ricevere l'insight, la rivelazione creativa, il nostro cervello si serve inconsciamente di tutti gli stimoli con i quali entra in contatto, anche se apparentemente del tutto distanti dal campo di interesse del nostro problema originario.
Continuare ad utilizzare una forma di ragionamento rigida ed organizzata per categorie, non è la strada che conduce alla soluzione creativa.

Al contrario, è proprio quando consideriamo idee appartenenti ad una sfera di interesse più ampio di quello strettamente legato al problema iniziale, che approdiamo alla soluzione giusta. Possiamo chiamarlo pensiero laterale o divergente, esso ci collega direttamente al nostro emisfero destro e all'intuizione.
Ma allora, tornando all'affermazione iniziale, perché è così difficile?
Una delle cause di questa difficoltà può essere attribuita alla scarsa familiarità e frequentazione nei confronti del modo di operare proprio dell'emisfero destro, ritenuto di rilevanza marginale rispetto al sinistro in molti ambiti della nostra vita personale e professionale. Infatti spesso si ritiene che la creatività sia appannaggio quasi esclusivo degli artisti.
Ma c'è un altro elemento da considerare e che può costituire un ostacolo duro da superare, si tratta del rumore di sottofondo che in maniera assidua riempie l'attività ordinaria del nostro cervello. In ogni istante la nostra vita quotidiana è affollata da pensieri. Il più delle volte sono pensieri a connotazione prettamente negativa, di disprezzo e auto denigrazione, emozioni come la paura e la rabbia.
Gli studi recenti in neuroscienze, hanno cominciato a fare chiarezza riguardo a questa dinamica cognitiva.
Giuseppe Vargiu nel suo libro Le onde del successo, descrive il cervello dal punto di vista della sua attività elettrica.
L'attività elettrica del cervello è prodotta ciclicamente nell'arco di 24 ore a diverse frequenze legati a specifici stati della mente.

Le onde cerebrali attraverso le quali si esplica l'attività del cervello sono di 5 tipi:
DELTA, THETA, ALFA, BETA e GAMMA
Le onde delta rappresentano la frequenza più bassa delle onde cerebrali comprese tra 1 e 4 hertz e lo stato di coscienza corrispondente è quello di totale assenza di consapevolezza interna o esterna tipica dello stato di coma o del sonno profondo.
Le onde di tipo theta, lievemente più veloci oscillano tra i 4 e i 7 hertz e afferiscono alla condizione di dormiveglia tipica del sonno REM, o di profondi stati meditativi o ipnotici.
Quando si parla di onde alfa, invece ci riferiamo ad una frequenza che si posiziona tra i 7 e i 14 hertz ed il momento di produzione corrisponde alla fase di prerisveglio, di sonno onirico. Anche gli stati di meditazione e di trance generano questo tipo di frequenza.
Intorno ai 14 e i 30 hertz si registra la produzione delle onde dette beta, con le quali si identifica il normale stato di veglia nel quale trascorriamo buona parte della giornata.
In momenti di particolare concentrazione e d'attivazione cerebrale la frequenza delle onde raggiunge i massimi valori, tra i 30 e i 50 hertz, in questo caso parliamo di onde gamma che si possono registrare anche durante uno stato meditativo molto profondo caratterizzato dal mantenimento costante ed esclusivo dell'attenzione.
È molto frequente che la soluzione al problema, la risposta che tanto ricerchiamo non arrivi perché la nostra attenzione è distratta da taluni pensieri, emozioni che entrano in conflitto con i nostri obiettivi. C'è la possibilità di sperimentare una modalità differente di operare e agire scegliendo la strada della consapevolezza. Sapere quello che ci accade, conoscere i meccanismi naturali di funzionamento del nostro cervello rappresenta un primo grado di consapevolezza e ci indirizza verso un rapporto con noi stessi e con il nostro cervello basato sulla scelta consapevole, sulla ricerca di un ordine verso il quale indirizzare l'energia che incessantemente vi si produce.
Alcuni studiosi della Queen Mary University di Londra, attraverso quattro esperimenti condotto su diversi campioni di partecipanti, hanno raccolto evidenze scientifiche a sostegno della propria tesi secondo la quale la cognizione creativa richiede l'esplorazione mentale di concetti connessi in modo remoto, sopprimendo al contempo le connessioni dominanti
Questa particolare modalità di pensiero, che possiamo definire creativa, avviene durante le oscillazioni alfa temporali destre che pertanto svolgono un ruolo cruciale nell'inibire modalità di pensiero abituali, aprendo così la strada all'accesso a idee più remote. È proprio questa forma di pensiero laterale e divergente alla base del processo creativo, ed è proprio lo stato di coscienza offertoci dalle onde di tipo alfa che ci apre il passaggio in questa direzione. Apre le porte a processi mentali di scoperta, i quali non sono frutto di un'elaborazione cosciente, quanto piuttosto di fenomeni psichici preconsci che utilizzano funzioni razionali, ma allo stesso tempo chiamano in causa processi che sfuggono alle briglie della vigilanza e della logica per approdare all'opera d'arte , per scavalcare la banalità creativa nella soluzione di un problema quotidiano. Sono momenti lucidi che integrano e pongono in prospettive nuove la nostra storia, le nostre informazioni, la nostra cultura, momenti che possono affiorare alla coscienza e poi scomparire, essere talvolta ritrovati con fatica e tenuti a stento, o dimenticati, mentre permane l'emozione della meraviglia di noi stessi. (P. F. Galli, Preconscio e creatività, Einaudi, 1999 ).
Il preconscio si può definire quello stato di coscienza inconsapevole della psiche, che pur appartenendo alla sfera dell'inconscio, è tuttavia atto prossimo a diventare conscio in qualsiasi momento e senza resistenza.
Tutto ciò però non avviene in maniera automatica e naturale, perché come abbiamo potuto constatare, facendo un viaggio all'interno degli studi di neuroscienze, il cervello abitualmente segue percorsi differenti e di conseguenza a noi si chiede di assumerci la responsabilità di scegliere, di immetterci in un percorso che non richiede sforzo mentale ma una prospettiva diversa. Tutti siamo potenzialmente creativi, la creatività inoltre è una funzione innata all'essere umano, ma purché vi siano offerte le condizioni giuste per il suo sviluppo. Allora, quando siamo più creativi e quando sfruttiamo al meglio l'energia che ci viene data dall'attività elettrica del cervello con le onde alfa? I momenti elettivi per la creatività sono quelli collegati ad esperienze quali un viaggio, una pratica meditativa, la pratica di uno sport, un momento di relax, il risveglio, il dedicarsi ad un'esperienza di tipo artistico, le attività all'aperto che ci permettono di godere appieno degli effetti benefici delle piante, dei rumori della natura, della luce del sole.
Ci sono offerte diverse possibilità dal nostro inconscio, esso è al servizio della nostra crescita come individui e come umanità.

Si racconta che Salvador Dalí fosse solito addormentarsi sul divano con un cucchiaio in mano. In questo modo, quando il cucchiaio cadendo, lo svegliava, egli poteva immediatamente catturare le immagini surreali che provenivano dal suo inconscio e trasformarle in opere d'arte.
Articolo a cura della Dott.sa Antonella Ruzza